A tu per tu! è un progetto pensato dal Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile e dal Centro Dicoesano Vocazioni per tutti i giovani della nostra diocesi dai 17 ai 35 anni, con lo scopo di proporre un percorso di accompagnamento e approfondimento nella fede attraverso l’ascolto della Parola.

Il percorso, che prevede momenti vicariali e tappe diocesane, è una declinazione per giovani del tema pastorale che il nostro vescovo Domenico indica annualmente alla nostra chiesa particolare.

Gli obiettivi:

  • aiutare i giovani ad entrare in una relazione personale [a tu per tu] e sempre più profonda con la parola di Dio;
  • riscoprire il senso vocazionale della vita;
  • incontrare e coinvolgere i giovani li dove sono, per creare rete, possibilità di ascolto e di confronto;
  • offrire momenti di incontro e comunione tra i giovani delle diverse parrocchie, dei diversi movimenti e associazioni ecclesiali presenti nella nostra chiesa.

Il percorso unico diocesano prevede sei tappe mensili da vivere lungo l’anno pastorale e vedrà i giovani protagonisti soprattutto nelle vicarie, con qualche appuntamento da vivere a livello diocesano: gli esercizi spirituali diocesani per giovani, la Marcia della fede a Brindisi il sabato che precede la Domenica delle Palme e la Veglia diocesana di preghiera per le vocazioni a Brindisi in occasione della Giornata Mondiale per le Vocazioni.

Gli incontri saranno tenuti dall’Incaricato Diocesano di Pastorale Giovanile, dal Direttore del Contro Vocazioni, dai sacerdoti referenti di ogni vicaria e gestiti dalle Equipe Vicariali PG.

Ad uno degli incontri vicariali sarà presente il vescovo Domenico per incontrare e ascoltare i giovani.

Percorso per l’anno pastorale 2018/2019

UNA VITA PER
Uscire da sé per andare incontro all’Altro

Ogni percorso vocazionale, ogni scelta di vita importante nasce dalla capacità di uscire da se stessi, dall’egoismo e chiusura in cui spesso ci imbrigliamo, per andare incontro all’altro, incontro al futuro, incontro a Dio. Solo l’esodo da se stessi permette di educarsi al dono di sé, di imparare ad amarsi e ad amare. Come ci ricorda papa Francesco «imparare ad amare qualcuno non è qualcosa che si improvvisa» (AL 208) e «la pedagogia dell’amore prevede di non ignorare la sensibilità attuale dei giovani per poterli mobilitare interiormente (AL 211)». Il seguire, accompagnare e rimanere con Cristo «esige un “uscire”. Uscire da se stessi, da un modo di vivere la fede stanco e abitudinario, dalla tentazione di chiudersi nei propri schemi che finiscono per chiudere l’orizzonte dell’azione creativa di Dio» (Udienza generale, 27 marzo 2013).

Il mettersi in cammino, il cercare una risposta alla domanda di senso che i giovani si portano dentro parte sempre da un contatto profondo con le proprie domande, soprattutto con quelle che si fa fatica ad esprimere. Perciò ogni incontro partirà da una domanda che non solo sarà il tema dell’incontro, ma – soprattutto – la prospettiva dalla quale si cercherà di leggere e spezzare la Parola prevista.

1. Dove sto andando? Gen 12,1-4a.

Andare verso se stesso, verso l’altro, verso Dio. Ma sono davvero convinto che vale la pena uscire da sé, mettersi in cammino? Forse la paura, la fatica del progettarsi, l’egoismo del pensare prima ai propri interessi, l’essere fissati in propri schemi, impedisce di aprirsi e provoca chiusure che spesso mettono a repentaglio la bellezza della vita.

Esercizi di affettività: Imparare ad amare.

2. Come si realizzerà la mia felicità? Lc 1,26-38.

Nessuna scelta da’ pienezza alla vita se non è all’interno di una relazione, di un dialogo. Maria impara a scegliere nella propria vita mettendosi in ascolto e in dialogo con Dio. In lei inizia la storia di amore tra Dio e l’umanità: Dio ama l’uomo, esce da se stesso per incontrarlo, e chiede all’uomo di uscire da sé per andare incontro all’altro e incontro a Dio. In questo dialogo di reciprocità si realizza la propria felicità: essere amati e amare.

3. Sono amato e posso amare nel mio limite? Lc 7,36-50

Anche il limite e il peccato possono diventare una chiusura che impedisce di andare verso l’altro. L’esperienza della misericordia di Dio ci guarisce e, mentre ci riconsegna alla nostra imperfezione, ci rinnova e rende capace di amare e di andare incontro all’altro anche nella fragilità.

4. Posso amare davvero? Tb 3,7-8.10.16-17; 6,13-16.18-19; 8,1.4b-9

Sara vive l’esperienza della fatica di amare, sperimenta una chiusura, un blocco che supererà solo grazie alla gratuità dell’amore sperimentato con Tobia, aderendo al progetto che Dio ha per loro. Anche noi sperimentiamo spesso questa difficoltà che chiude i nostri affetti in un circolo narcisistico: ogni amore diventa precario perché vissuto solo a partire da se stessi. Tobia e Sara ci insegnano cosa significa aprirsi all’accoglienza scambievole, consegnando il proprio desiderio di divere per sempre insieme davanti a Dio.

5. Marcia della fede: Voi siete l’oggi di Dio. Il Coraggio di dire sì!
6. Veglia diocesana di preghiera per le vocazioni: Come se vedessero l’invisibile.
7. Incontro testimonianza alla veglia vocazionale: vita cristiana come dono di sé.